"Una mosca. Che stupida. Continua a volare contro un vetro. Non capisce che non può oltrepassarlo...
E noi? E io? Se pure noi sbattessimo sullo stesso vetro? Se ci fosse qualcosa che non ci è data di capire... Noi così piccoli, nella nostra stanza dell'universo... dove saranno questi vetri? Dove finiranno le regole che governano la nostra percezione e ne inizieranno altre? Dove non ci sarà più permesso capire? Dove Dio? Dove il casuale smetterà di distinguersi dall'esatto?"
Questa l'ho pubblicata come preludio alla prossima, ben più lunga e intricata..
venerdì 24 luglio 2009
Cosa...?
E' dura quando vorresti scrivere qualcosa, ma non ci riesci.
E' dura quando dentro di te c'è un qualcosa di politico, sì, ma anche di sociale, con un piccolo bisogno spirituale (e sentimentale), nonchè fisico, quasi il bisogno di urlare. Ma cosa? Quella consapevolezza di vivere in un mondo che non ti piace ma che ha un suo strano fascino, che ti attira nei suoi meandri segreti. Essere in una situazione che non sopporti, ma in cui devi necessariamente stare. La tensione della decisione, lo sconforto della realtà, ma anche la debole speranza del sogno. E tutto questo, istantaneamente, vuole venir fuori, ma come? Cosa scrivere, cosa dire, cosa URLARE? e a chi? Chi può capirlo, a chi io voglio davvero dirlo? Nessuno? Io solo? Tu? L'altro?
Cosa devo scrivere? Cosa POSSO scrivere?
...
E' dura quando dentro di te c'è un qualcosa di politico, sì, ma anche di sociale, con un piccolo bisogno spirituale (e sentimentale), nonchè fisico, quasi il bisogno di urlare. Ma cosa? Quella consapevolezza di vivere in un mondo che non ti piace ma che ha un suo strano fascino, che ti attira nei suoi meandri segreti. Essere in una situazione che non sopporti, ma in cui devi necessariamente stare. La tensione della decisione, lo sconforto della realtà, ma anche la debole speranza del sogno. E tutto questo, istantaneamente, vuole venir fuori, ma come? Cosa scrivere, cosa dire, cosa URLARE? e a chi? Chi può capirlo, a chi io voglio davvero dirlo? Nessuno? Io solo? Tu? L'altro?
Cosa devo scrivere? Cosa POSSO scrivere?
...
giovedì 25 giugno 2009
Relatività? O_o (bozza dal passato n.4)
"Non so perchè mi ritrovo a pensare a cose pazzesche. Quasi impensabili. Quasi, per l'appunto.
Del tutto incomprensibili però.
Ragiono sull'universo. magari sto per sparare un mucchio di cazzate. mi scuso in anticipo, in questo caso.
Ma le parole del prof di scienze della terra (e non solo della terra) mi hanno fatto pensare...
"Se esistessero degli essere bidimensionali su questa lavagna, e io ci appoggiassi sopra un gesso, essi non percepirebbero il gesso nella sua tridimensionalità (che è come lo percepiamo noi, ma se avesse più di tre dimensioni??? se fossimo noi gli sparuti esseri sulla lavagna??), ma vedrebbero solo il punto di contatto bidimensionale tra gesso e lavagna, perchè la tridimensionalità non è da loro percepibile."
Davvero l'universo è quello che percepiamo noi? la nostra percezione è solo tridimensionale... anche il tempo è una dimensione dello spazio, ma noi non lo percepiamo come tale. Cosa è davvero l'universo?
Pensa e ripensa, riesco ad individuare una regola "portante" di tutto l'universo: il rapporto causa-effetto. O conservazione dell'energia, se preferite.
Ogni più piccolo cambiamento ha una causa, un altro "movimento" precedente. Si può risalire così all'infinito. O forse no? Perchè il punto è: l'universo ha un'età. Quindi, se prima non c'era, qual'è la causa che lo ha creato? Dio? resterebbe sempre un qualcosa senza una causa a monte. Per cui, ho pensato di smettere di pensare. XD
Ragioniamo: se noi percepiamo così il nostro universo, regolato da questa legge fondamentale, non è detto che sia stato sempre così. Sarà stata una casualità la creazione del'universo? Ma nel "Nulla" (ossia il "prima dell'universo") non esistevano gli schemi di lettura con cui definire il "regolare". Dunque cosa lo distingueva dal "casuale"?
Ossia, se non avessimo la definizione di linea retta o curva e non le conoscessimo, come potremmo distinguere la linea retta dalla linea curva?
Stessa cosa con l'universo. Non è casualità, è... è.
(per inciso, la casualità, esistendo, non dimostra di obbedire comunque a quello schema che ne legittima la stessa esistenza? Dunque anche il "casuale" segue le stesse regole del "regolare". La casualità è solo un illusione, dunque?)
E anche qui, trascendendo la nostra percezione di questo sistema universo, se prima (prima dell'universo) la legge "causa-effetto" non fosse esistita, cosa avrebbe impedito agli eventi di.... verificarsi e basta? Senza una causa? Perchè sono le regole, le leggi, che permettono agli avvenimenti d accadere. Ma senza leggi, non è dunque lecito che accada di tutto? oppure niente?
Un oggetto non fluttua solo perchè la massa terreste glielo impedisce. Senza la terra, l'oggetto fluttuerebbe. Dunque, togliendo la legge "causa-effetto", gli avvenimenti non potrebbero iniziare ad accadere senza ragione?
Ciò per noi è impensabile: ogni più piccolo aspetto della nostra vita è costantemente regolato eda questa legge fondamentale, immaginare un universo senza di essa è impossibile, perchè anche la nostra stessa mente è vincolata a tale legge. Si può solo ipotizzare filosoficamente, ma sarebbe da pazzi tentare di dimostrarlo in un qualsiasi altro modo: tutta la fisica ipotizzabile dall'uomo risponde alla "causa effetto", per cui esclude del tutto questo ragionamento, che non potrebbe mai verificarsi nel nostro universo (nostro= universo attuale e da noi percepito)...
che devo dire.... boh..."
La lascerò finire così, con "boh". Perchè.. perchè boh.
Del tutto incomprensibili però.
Ragiono sull'universo. magari sto per sparare un mucchio di cazzate. mi scuso in anticipo, in questo caso.
Ma le parole del prof di scienze della terra (e non solo della terra) mi hanno fatto pensare...
"Se esistessero degli essere bidimensionali su questa lavagna, e io ci appoggiassi sopra un gesso, essi non percepirebbero il gesso nella sua tridimensionalità (che è come lo percepiamo noi, ma se avesse più di tre dimensioni??? se fossimo noi gli sparuti esseri sulla lavagna??), ma vedrebbero solo il punto di contatto bidimensionale tra gesso e lavagna, perchè la tridimensionalità non è da loro percepibile."
Davvero l'universo è quello che percepiamo noi? la nostra percezione è solo tridimensionale... anche il tempo è una dimensione dello spazio, ma noi non lo percepiamo come tale. Cosa è davvero l'universo?
Pensa e ripensa, riesco ad individuare una regola "portante" di tutto l'universo: il rapporto causa-effetto. O conservazione dell'energia, se preferite.
Ogni più piccolo cambiamento ha una causa, un altro "movimento" precedente. Si può risalire così all'infinito. O forse no? Perchè il punto è: l'universo ha un'età. Quindi, se prima non c'era, qual'è la causa che lo ha creato? Dio? resterebbe sempre un qualcosa senza una causa a monte. Per cui, ho pensato di smettere di pensare. XD
Ragioniamo: se noi percepiamo così il nostro universo, regolato da questa legge fondamentale, non è detto che sia stato sempre così. Sarà stata una casualità la creazione del'universo? Ma nel "Nulla" (ossia il "prima dell'universo") non esistevano gli schemi di lettura con cui definire il "regolare". Dunque cosa lo distingueva dal "casuale"?
Ossia, se non avessimo la definizione di linea retta o curva e non le conoscessimo, come potremmo distinguere la linea retta dalla linea curva?
Stessa cosa con l'universo. Non è casualità, è... è.
(per inciso, la casualità, esistendo, non dimostra di obbedire comunque a quello schema che ne legittima la stessa esistenza? Dunque anche il "casuale" segue le stesse regole del "regolare". La casualità è solo un illusione, dunque?)
E anche qui, trascendendo la nostra percezione di questo sistema universo, se prima (prima dell'universo) la legge "causa-effetto" non fosse esistita, cosa avrebbe impedito agli eventi di.... verificarsi e basta? Senza una causa? Perchè sono le regole, le leggi, che permettono agli avvenimenti d accadere. Ma senza leggi, non è dunque lecito che accada di tutto? oppure niente?
Un oggetto non fluttua solo perchè la massa terreste glielo impedisce. Senza la terra, l'oggetto fluttuerebbe. Dunque, togliendo la legge "causa-effetto", gli avvenimenti non potrebbero iniziare ad accadere senza ragione?
Ciò per noi è impensabile: ogni più piccolo aspetto della nostra vita è costantemente regolato eda questa legge fondamentale, immaginare un universo senza di essa è impossibile, perchè anche la nostra stessa mente è vincolata a tale legge. Si può solo ipotizzare filosoficamente, ma sarebbe da pazzi tentare di dimostrarlo in un qualsiasi altro modo: tutta la fisica ipotizzabile dall'uomo risponde alla "causa effetto", per cui esclude del tutto questo ragionamento, che non potrebbe mai verificarsi nel nostro universo (nostro= universo attuale e da noi percepito)...
che devo dire.... boh..."
La lascerò finire così, con "boh". Perchè.. perchè boh.
giovedì 14 maggio 2009
Intervista all'esponente del partito comunista italiano Diliberto
Trascrivo qui quest'intervista rilasciata da Diliberto riguardante Cuba. I commenti ad ogni risposta sono dell'esule cubano Joel Rodriguez, che credo sappia meglio di tutti noi cos'è davvero Cuba.
Roma 14 dicembre 2005
D): Con le dovute differenze culturali, storiche, geografiche e politiche, cosa prenderebbe del sistema cubano per adottarlo in Italia?
R): Sicuramente il sistema di protezione sociale, che è il più avanzato non soltanto di tutta l’America Latina, il che non è molto difficile visto lo stato degli altri paesi, ma anche rispetto a molti paesi occidentali, o cosiddetti occidentali. Penso al sistema sanitario, al sistema della protezione del lavoro, che sono avanzatissimi. Non è un caso che Cuba venga attaccata parlando di Diritti Umani, dimenticandosi, naturalmente sono in malafede quelli che l’attaccano, che il grande tema dei Diritti Umani inizia dal diritto alla vita, ad una vita decente, ad una vita dignitosa per tutti e non soltanto per ristretti gruppi di privilegiati come nel resto del mondo.
Joel Rodriguez commenta:
Appunto, On. Diliberto, “vita decente, ad una vita dignitosa” e soltanto questo quello che vuole il popolo cubano, il non doversi prostituire e vendere per sopravvivere; a Cuba il ristretto gruppo di privilegiati si riduce a Fidel Castro e i suoi colonnelli e generali, il resto della popolazione vive in una miseria totale. Di quale sistema di protezione sociale mi parla On. Diliberto, di quale sanità? quella cosa allo sfascio la vuole chiamare sanità? Vorrei vedere se in Italia ci fosse un sistema sanitario come quello cubano, in quale ospedale andrebbe lei e i suoi compagni caro On? Lei per caso non sa che a Cuba manca il personale medico e infermieristico negli ospedali, perché sono in “missione” umanitaria in Venezuela, costretti ad andare in Venezuela in cambio di pretodollari e per fare indottrinamento politico alla popolazione?
D): A Cuba, alcune tipologie di cittadini (tra cui, ad esempio i lavoratori di zuccherifici dimessi o in via di ristrutturazione), hanno la possibilità di scegliere tra un nuovo lavoro e frequentare l’università o corsi professionali, in questo secondo caso, ricevono comunque un salario. Sa di altri paesi nel mondo in cui si adotta questo stesso principio?
R): Ovviamente no. E’ un principio avanzatissimo. Se vogliamo è un principio che potrebbe tranquillamente trovarsi nella nostra Costituzione repubblicana che vogliono smantellare perché è il principio del diritto al lavoro, connesso con il diritto all’istruzione. In Italia ci fu negli anni ’70 dopo la grande vittoria dello Statuto dei lavoratori, un esperimento non così avanzato ovviamente, ma altrettanto interessante che era quello delle cosi dette 150 ore. Cioè 150 ore di lavoro retribuite come lavoro per quegli operai che andavano all’università o comunque volevano apprendere nelle istituzioni scolastiche italiane. Naturalmente è durato poco perché gli imprenditori non accettano l’idea che i lavoratori siano istruiti, per un motivo molto semplice che alcuni si dimenticano, che la cultura è lo strumento più formidabile per avere conoscenza, per avere consapevolezza dei propri diritti, quindi andava abolito.
Joel Rodriguez commenta:
On. Diliberto, se in Italia -o in qualunque altro posto- i lavoratori guadagnassero 15 dollari al mese e lo Stato più di mille dollari per ogni lavoratore (come nel caso delle compagnie straniere che hanno affari nell’isola), sicuramente qualunque stato si potrebbe permettere di mandare a “studiare” i lavoratori per un periodo. Se non altro, Diliberto, questo si chiama sfruttamento dei lavoratori. Oltretutto, lo studio nelle mani del regime non è altro che un continuo indottrinamento, è l’arma che usa per mantenere la popolazione schiava. Chiama lei insegnamento quello del regime cubano, dove è vietato leggere libri di Gandhi?
D): In Italia, il PDCI è l’unico partito che sostiene con coerenza il sistema di governo cubano, cos’è che vi fa mantenere questa posizione (sicuramente non troppo comoda nello scenario politico italiano) di costante rispetto nei confronti della Rivoluzione Cubana, cos’è che vi porta a non unirvi a tutti gli altri partiti- nessuno escluso- schierati contro i “sistemi” di Fidel Castro, “il dittatore che mangia i bambini”?
R): Basterebbe quello che ho detto sino adesso per giustificare la difesa di Cuba. In realtà aggiungo un’altra cosa. Noi siamo coerentemente antimperialisti, parola che non si usa più, neanche tra quelli che si dichiarano comunisti in altri partiti. E’ il punto chiave. Cuba non viene attaccata perché c’è una presunta “dittatura”, perché se fosse questo il motivo, gli Stati Uniti dovrebbero attaccare mezzo mondo. Cuba viene attaccata proprio perché è un simbolo per tutti coloro che nel mondo non si sono arresi. E quindi va difesa, vorrei dire quasi a prescindere, perché è la garanzia che si può sconfiggere l’imperialismo. Per altro il simbolo è particolarmente rilevante proprio perché è una piccola isola, a 90 miglia marine dagli Stati Uniti d’America e questi non sono riusciti a eliminarla in tutti questi anni ed è straordinario tutto quello che è successo.
Joel Rodriguez commenta:
On. Diliberto capisco, l’antimperialismo può essere la scusa di qualunque dittatore per mantenersi al potere, con la patente di antimperialista si possono violare tutti i diritti di questo mondo, incluso quelli che lei sostiene di difendere, dei lavoratori.Forse lei ha ragione Cuba e un simbolo, un simbolo per dimostrare al mondo dove porterebbe un sistema governato con le vostre idee.Diliberto non ci prendiamo per il culo, gli americani non hanno voluto eliminare il dittatore Fidel Castro, cosa trova di straordinario, tutte le fucilazioni, tutti gli intellettuali in esilio, la popolazione che preferisce perdere la vita in mare per arrivare negli USA piuttosto che continuare a vivere nel “paradiso socialista comunista o castrista”?
D): Alla luce della sentenza del tribunale di Atlanta che dichiara nullo il giudizio tenutosi a Miami contro i Cinque cubani con cui li si condannava a più ergastoli senza alcuna prova a sostegno delle accuse, lei crede nel sistema giudiziario statunitense? Crede che questo possa andare oltre le fortissime pressioni politiche, tutte assolutamente contro i Cinque cubani, restituendogli finalmente la libertà?
R): Io ho una scarsa fiducia nel sistema giudiziario statunitense, anche perché avendolo visto da vicino, nella vicenda della liberazione di Silvia Baraldini, come dire ho scarsa fiducia. Tuttavia è comunque un successo l’annullamento di quella sentenza. Io lessi a suo tempo le motivazioni delle condanne, erano aberranti, anche dal punto di vista della giustizia degli Stati Uniti d’America che si proclama “garantista”. Per avere un processo equo, dovrebbe tenersi lontano dalla Florida, e se fosse possibile con degli osservatori internazionali. Per quanto ci riguarda, come Partito dei Comunisti Italiani, continueremo a sostenere la causa dei Cinque patrioti, che tra l’altro avevano ricevuto delle sentenze con delle pene accessorie di cui non parla nessuno, come per esempio il divieto di incontrare i propri familiari, cosa che dovrebbe urtare la coscienza democratica di qualunque persona perbene. Adesso lasciamo stare la categoria destra o sinistra, qualunque persona perbene. Occorre che l’opinione pubblica stia bene attenta a quello che succede appunto nel prossimo processo che si farà negli Stati Uniti, in modo tale da far sentire a quel tribunale, che non sappiamo ancora quale sarà, che comunque non possono fare quello che gli pare.
Joel Rodriguez commenta:
On. Diliberto, lei ha poca fiducia nel sistema giudiziario statunitense, però è un po' contraddittorio quando poi dice della “liberazione di Silvia Baraldini”. Come mai un sistema giudiziario così poco affidabile libera un presunta terrorista? Mi dica, crede che a Cuba l’avrebbero liberata una Baraldini? Le prigioni cubane sono piene di persone per il solo fatto di pensare liberamente, o di esprimere le loro idee in maniera pacifica. E non vengono liberate anche se non ci è mai stato un processo. Ma lei difende il regime castrista è ha poca fiducia nel sistema giudiziario americano. Non ce dubbio, mi devo impegnare di più a far capire agli italiani chi è realmente lei.
On. Diliberto, perché non ha mai chiesto degli osservatori internazionali per il processo contro i dissidenti cubani? Sono esseri umani i dissidenti cubani, non meritano pure loro un processo equo?
On. Diliberto, vedo che lei segue di pari passo il regime cubano, non perde una virgola del longevo dittatore cubano (c'era qualche dubbio?) Però la differenza tra lei e il dittatore e che lui a Cuba se lo può permettere, ha il controllo sull’informazione, e al popolo cubano non è permesso di conoscere la realtà. Qui in Italia è diverso, nonostante i comunisti come lei controllino ancora l’informazione (perché così è e lo dimostra il caso cubano), la gente ha la libertà di usare internet (a Cuba no) informarsi, cercare la verità.E proprio cercando questa verità si renderanno conto delle sue bugie prese dal regime: non sono 5 gli arrestati nella Red Avispa, bensì 14, On. Diliberto e lei lo sa bene. Sa bene che il regime parla solo di 5 perché gli altri hanno confessato, hanno riconosciuto che il loro lavoro non era solo di spiare (poi mi dica del polverone che lei stesso alzerebbe in Italia se venisse a sapere che ci sono spie americane dentro al suo paese), il loro lavoro consisteva nell’attentare contro membri dei diversi gruppi oppositori al regime di Fidel Castro radicati a Miami, erano implicati anche nell'abbattimento da parte del regime castro-comunista di un piccolo aereo civile in acque internazionali.“Signor” Diliberto, se vuole le fornisco le identità degli altri arrestati e condannati dal sistema giudiziario americano; penso che anche loro siano innocenti, vista la sua poca fiducia in quel sistema giudiziario. Oltre ai 5 (Gerardo Hernandez; Ramon Labañino; Antonio Guerrero; Fernando Gonzalez; Rene Gonzalez), lei puo trovare anche Joseph Santos; Amarilys Silverio; Alejandro Alonso; Nilo Hernandez; Linda Hernandez. Erano anche questi parte della stessa rete.Poi non si dimentichi anche Juan Pablo Roque, pure lui spia della stessa rete, ma è riuscito a scappare a Cuba cosi come José Rafael Brenes.La saluto On. Diliberto, augurandomi che questa mia arrivi a quanti più italiani possibile, così potranno rendersi conto delle bugie del paladino delle libertà e dei diritti dei lavoratori, nonché sostenitore di chi i lavoratori li schiavizza e non permette un sindacato indipendente.
Joel Rodriguez
Roma 14 dicembre 2005
D): Con le dovute differenze culturali, storiche, geografiche e politiche, cosa prenderebbe del sistema cubano per adottarlo in Italia?
R): Sicuramente il sistema di protezione sociale, che è il più avanzato non soltanto di tutta l’America Latina, il che non è molto difficile visto lo stato degli altri paesi, ma anche rispetto a molti paesi occidentali, o cosiddetti occidentali. Penso al sistema sanitario, al sistema della protezione del lavoro, che sono avanzatissimi. Non è un caso che Cuba venga attaccata parlando di Diritti Umani, dimenticandosi, naturalmente sono in malafede quelli che l’attaccano, che il grande tema dei Diritti Umani inizia dal diritto alla vita, ad una vita decente, ad una vita dignitosa per tutti e non soltanto per ristretti gruppi di privilegiati come nel resto del mondo.
Joel Rodriguez commenta:
Appunto, On. Diliberto, “vita decente, ad una vita dignitosa” e soltanto questo quello che vuole il popolo cubano, il non doversi prostituire e vendere per sopravvivere; a Cuba il ristretto gruppo di privilegiati si riduce a Fidel Castro e i suoi colonnelli e generali, il resto della popolazione vive in una miseria totale. Di quale sistema di protezione sociale mi parla On. Diliberto, di quale sanità? quella cosa allo sfascio la vuole chiamare sanità? Vorrei vedere se in Italia ci fosse un sistema sanitario come quello cubano, in quale ospedale andrebbe lei e i suoi compagni caro On? Lei per caso non sa che a Cuba manca il personale medico e infermieristico negli ospedali, perché sono in “missione” umanitaria in Venezuela, costretti ad andare in Venezuela in cambio di pretodollari e per fare indottrinamento politico alla popolazione?
D): A Cuba, alcune tipologie di cittadini (tra cui, ad esempio i lavoratori di zuccherifici dimessi o in via di ristrutturazione), hanno la possibilità di scegliere tra un nuovo lavoro e frequentare l’università o corsi professionali, in questo secondo caso, ricevono comunque un salario. Sa di altri paesi nel mondo in cui si adotta questo stesso principio?
R): Ovviamente no. E’ un principio avanzatissimo. Se vogliamo è un principio che potrebbe tranquillamente trovarsi nella nostra Costituzione repubblicana che vogliono smantellare perché è il principio del diritto al lavoro, connesso con il diritto all’istruzione. In Italia ci fu negli anni ’70 dopo la grande vittoria dello Statuto dei lavoratori, un esperimento non così avanzato ovviamente, ma altrettanto interessante che era quello delle cosi dette 150 ore. Cioè 150 ore di lavoro retribuite come lavoro per quegli operai che andavano all’università o comunque volevano apprendere nelle istituzioni scolastiche italiane. Naturalmente è durato poco perché gli imprenditori non accettano l’idea che i lavoratori siano istruiti, per un motivo molto semplice che alcuni si dimenticano, che la cultura è lo strumento più formidabile per avere conoscenza, per avere consapevolezza dei propri diritti, quindi andava abolito.
Joel Rodriguez commenta:
On. Diliberto, se in Italia -o in qualunque altro posto- i lavoratori guadagnassero 15 dollari al mese e lo Stato più di mille dollari per ogni lavoratore (come nel caso delle compagnie straniere che hanno affari nell’isola), sicuramente qualunque stato si potrebbe permettere di mandare a “studiare” i lavoratori per un periodo. Se non altro, Diliberto, questo si chiama sfruttamento dei lavoratori. Oltretutto, lo studio nelle mani del regime non è altro che un continuo indottrinamento, è l’arma che usa per mantenere la popolazione schiava. Chiama lei insegnamento quello del regime cubano, dove è vietato leggere libri di Gandhi?
D): In Italia, il PDCI è l’unico partito che sostiene con coerenza il sistema di governo cubano, cos’è che vi fa mantenere questa posizione (sicuramente non troppo comoda nello scenario politico italiano) di costante rispetto nei confronti della Rivoluzione Cubana, cos’è che vi porta a non unirvi a tutti gli altri partiti- nessuno escluso- schierati contro i “sistemi” di Fidel Castro, “il dittatore che mangia i bambini”?
R): Basterebbe quello che ho detto sino adesso per giustificare la difesa di Cuba. In realtà aggiungo un’altra cosa. Noi siamo coerentemente antimperialisti, parola che non si usa più, neanche tra quelli che si dichiarano comunisti in altri partiti. E’ il punto chiave. Cuba non viene attaccata perché c’è una presunta “dittatura”, perché se fosse questo il motivo, gli Stati Uniti dovrebbero attaccare mezzo mondo. Cuba viene attaccata proprio perché è un simbolo per tutti coloro che nel mondo non si sono arresi. E quindi va difesa, vorrei dire quasi a prescindere, perché è la garanzia che si può sconfiggere l’imperialismo. Per altro il simbolo è particolarmente rilevante proprio perché è una piccola isola, a 90 miglia marine dagli Stati Uniti d’America e questi non sono riusciti a eliminarla in tutti questi anni ed è straordinario tutto quello che è successo.
Joel Rodriguez commenta:
On. Diliberto capisco, l’antimperialismo può essere la scusa di qualunque dittatore per mantenersi al potere, con la patente di antimperialista si possono violare tutti i diritti di questo mondo, incluso quelli che lei sostiene di difendere, dei lavoratori.Forse lei ha ragione Cuba e un simbolo, un simbolo per dimostrare al mondo dove porterebbe un sistema governato con le vostre idee.Diliberto non ci prendiamo per il culo, gli americani non hanno voluto eliminare il dittatore Fidel Castro, cosa trova di straordinario, tutte le fucilazioni, tutti gli intellettuali in esilio, la popolazione che preferisce perdere la vita in mare per arrivare negli USA piuttosto che continuare a vivere nel “paradiso socialista comunista o castrista”?
D): Alla luce della sentenza del tribunale di Atlanta che dichiara nullo il giudizio tenutosi a Miami contro i Cinque cubani con cui li si condannava a più ergastoli senza alcuna prova a sostegno delle accuse, lei crede nel sistema giudiziario statunitense? Crede che questo possa andare oltre le fortissime pressioni politiche, tutte assolutamente contro i Cinque cubani, restituendogli finalmente la libertà?
R): Io ho una scarsa fiducia nel sistema giudiziario statunitense, anche perché avendolo visto da vicino, nella vicenda della liberazione di Silvia Baraldini, come dire ho scarsa fiducia. Tuttavia è comunque un successo l’annullamento di quella sentenza. Io lessi a suo tempo le motivazioni delle condanne, erano aberranti, anche dal punto di vista della giustizia degli Stati Uniti d’America che si proclama “garantista”. Per avere un processo equo, dovrebbe tenersi lontano dalla Florida, e se fosse possibile con degli osservatori internazionali. Per quanto ci riguarda, come Partito dei Comunisti Italiani, continueremo a sostenere la causa dei Cinque patrioti, che tra l’altro avevano ricevuto delle sentenze con delle pene accessorie di cui non parla nessuno, come per esempio il divieto di incontrare i propri familiari, cosa che dovrebbe urtare la coscienza democratica di qualunque persona perbene. Adesso lasciamo stare la categoria destra o sinistra, qualunque persona perbene. Occorre che l’opinione pubblica stia bene attenta a quello che succede appunto nel prossimo processo che si farà negli Stati Uniti, in modo tale da far sentire a quel tribunale, che non sappiamo ancora quale sarà, che comunque non possono fare quello che gli pare.
Joel Rodriguez commenta:
On. Diliberto, lei ha poca fiducia nel sistema giudiziario statunitense, però è un po' contraddittorio quando poi dice della “liberazione di Silvia Baraldini”. Come mai un sistema giudiziario così poco affidabile libera un presunta terrorista? Mi dica, crede che a Cuba l’avrebbero liberata una Baraldini? Le prigioni cubane sono piene di persone per il solo fatto di pensare liberamente, o di esprimere le loro idee in maniera pacifica. E non vengono liberate anche se non ci è mai stato un processo. Ma lei difende il regime castrista è ha poca fiducia nel sistema giudiziario americano. Non ce dubbio, mi devo impegnare di più a far capire agli italiani chi è realmente lei.
On. Diliberto, perché non ha mai chiesto degli osservatori internazionali per il processo contro i dissidenti cubani? Sono esseri umani i dissidenti cubani, non meritano pure loro un processo equo?
On. Diliberto, vedo che lei segue di pari passo il regime cubano, non perde una virgola del longevo dittatore cubano (c'era qualche dubbio?) Però la differenza tra lei e il dittatore e che lui a Cuba se lo può permettere, ha il controllo sull’informazione, e al popolo cubano non è permesso di conoscere la realtà. Qui in Italia è diverso, nonostante i comunisti come lei controllino ancora l’informazione (perché così è e lo dimostra il caso cubano), la gente ha la libertà di usare internet (a Cuba no) informarsi, cercare la verità.E proprio cercando questa verità si renderanno conto delle sue bugie prese dal regime: non sono 5 gli arrestati nella Red Avispa, bensì 14, On. Diliberto e lei lo sa bene. Sa bene che il regime parla solo di 5 perché gli altri hanno confessato, hanno riconosciuto che il loro lavoro non era solo di spiare (poi mi dica del polverone che lei stesso alzerebbe in Italia se venisse a sapere che ci sono spie americane dentro al suo paese), il loro lavoro consisteva nell’attentare contro membri dei diversi gruppi oppositori al regime di Fidel Castro radicati a Miami, erano implicati anche nell'abbattimento da parte del regime castro-comunista di un piccolo aereo civile in acque internazionali.“Signor” Diliberto, se vuole le fornisco le identità degli altri arrestati e condannati dal sistema giudiziario americano; penso che anche loro siano innocenti, vista la sua poca fiducia in quel sistema giudiziario. Oltre ai 5 (Gerardo Hernandez; Ramon Labañino; Antonio Guerrero; Fernando Gonzalez; Rene Gonzalez), lei puo trovare anche Joseph Santos; Amarilys Silverio; Alejandro Alonso; Nilo Hernandez; Linda Hernandez. Erano anche questi parte della stessa rete.Poi non si dimentichi anche Juan Pablo Roque, pure lui spia della stessa rete, ma è riuscito a scappare a Cuba cosi come José Rafael Brenes.La saluto On. Diliberto, augurandomi che questa mia arrivi a quanti più italiani possibile, così potranno rendersi conto delle bugie del paladino delle libertà e dei diritti dei lavoratori, nonché sostenitore di chi i lavoratori li schiavizza e non permette un sindacato indipendente.
Joel Rodriguez
mercoledì 13 maggio 2009
Ma allora?
Chi sono io? Davvero sono un 17enne? Leggo Solzènycyn, che diamine.
Ma cosa sono? Perchè cerco qualcosa che nessuno vuole? Perchè tento di rovinarmi la vita da solo?
Perchè mi voglio condannare a sapere qualcosa di cui a nessuno importerà mai nulla? Perchè imprigionarsi in queso carcere di ricordi? Perchè decidere di vivere in un mondo che pian piano, man mano che scopri, inizia sempre più a ripugnarti? Perchè detestare il luogo in cui si dovrà vivere la propria vita? Chi te lo fa fare?
Perchè voglio sapere? Perchè devo sapere che non esiste solo la grande bugia delle guerre e del petrolio (che per altro tutti hanno già scoperto), ma ne esistono altre? Perchè voglio capire come mai simili bugie vivono ancora oggi, lontano, ma nemmeno troppo?
...Come il tritone di Solzènycyn...
Perchè arrovellarsi? La storia non basta forse? Che bisogno c'è di farsi consigliare libri sconosciuti, che bisogno c'è di cercare notizie su rapporti, vite, morti, avvenimenti?
No, non mi basta. troppe domande, troppe incertezze, troppi argomenti hanno ancora diverse verità, quando la verità può essere una, una soltanto, MA QUALE? Perchè un eroe è anche un assassino? Perchè un paese dei balocchi e dell'uguaglianza è chiamato anche terra dei diritti violati? COME E' POSSIBILE?
Ma la verità, la certezza.... dove sta? dove stanno LE PROVE?
Viaviamo in un'epoca dove tutti possono parlare con tutti, in cui tutti sanno di qualsiasi cosa. Eppure, perchè un simile libro, una simile storia, è persa, dimenticata, sepolta sotto il ghiaccio della memoria? Perchè simili notizie mi sono dovute arrivare per grazia divina? Perchè sarei potuto restare all'oscuro?
Avanti, avanti, non ti voltare. Altri hanno già guardato per te. Voltarsi non serve.
Avanti, avanti.
Ma siamo sicuri che uqell'occhiata, quella fugace fotografia scattata al passato, sia davvero tutto? Perchè i frammenti di ciò che fù ci tormentano ancora?
Fermiamoci! Torniamo indietro, ci dobbiamo accertare...
No, avanti, avanti. Altri hanno già guardato. Non serve.
Perchè revisionare, se è già stato tutto visionato?
Avanti.
Ma il dubbio, l'angoscia, perchè io mi voglio voltare? E quando mi volto mi scontro con un coro di voci. Mi assale, mi schiaccia, mi opprime, non riesco a guardare bene.
"Avanti, avanti, intralci la fila! muoviti, perchè ti volti?"
Hanno già guardato! Avanti!
Ma quanti cadaveri sono sfuggiti all'occhio indagatore del vincitore? Quante verità sono state nascoste? o meglio, dimenticate?
Perchè chi cerca trova, oh se trova.
Avanti!
NO. Io mi fermo, mi volgio voltare. Urlatemi addosso, insultatemi, vi starò forse facendo perdere tempo. Ma la mia certezza vale sicuramente il mio tempo.
Voglio sapere.
Ma cosa sono? Perchè cerco qualcosa che nessuno vuole? Perchè tento di rovinarmi la vita da solo?
Perchè mi voglio condannare a sapere qualcosa di cui a nessuno importerà mai nulla? Perchè imprigionarsi in queso carcere di ricordi? Perchè decidere di vivere in un mondo che pian piano, man mano che scopri, inizia sempre più a ripugnarti? Perchè detestare il luogo in cui si dovrà vivere la propria vita? Chi te lo fa fare?
Perchè voglio sapere? Perchè devo sapere che non esiste solo la grande bugia delle guerre e del petrolio (che per altro tutti hanno già scoperto), ma ne esistono altre? Perchè voglio capire come mai simili bugie vivono ancora oggi, lontano, ma nemmeno troppo?
...Come il tritone di Solzènycyn...
Perchè arrovellarsi? La storia non basta forse? Che bisogno c'è di farsi consigliare libri sconosciuti, che bisogno c'è di cercare notizie su rapporti, vite, morti, avvenimenti?
No, non mi basta. troppe domande, troppe incertezze, troppi argomenti hanno ancora diverse verità, quando la verità può essere una, una soltanto, MA QUALE? Perchè un eroe è anche un assassino? Perchè un paese dei balocchi e dell'uguaglianza è chiamato anche terra dei diritti violati? COME E' POSSIBILE?
Ma la verità, la certezza.... dove sta? dove stanno LE PROVE?
Viaviamo in un'epoca dove tutti possono parlare con tutti, in cui tutti sanno di qualsiasi cosa. Eppure, perchè un simile libro, una simile storia, è persa, dimenticata, sepolta sotto il ghiaccio della memoria? Perchè simili notizie mi sono dovute arrivare per grazia divina? Perchè sarei potuto restare all'oscuro?
Avanti, avanti, non ti voltare. Altri hanno già guardato per te. Voltarsi non serve.
Avanti, avanti.
Ma siamo sicuri che uqell'occhiata, quella fugace fotografia scattata al passato, sia davvero tutto? Perchè i frammenti di ciò che fù ci tormentano ancora?
Fermiamoci! Torniamo indietro, ci dobbiamo accertare...
No, avanti, avanti. Altri hanno già guardato. Non serve.
Perchè revisionare, se è già stato tutto visionato?
Avanti.
Ma il dubbio, l'angoscia, perchè io mi voglio voltare? E quando mi volto mi scontro con un coro di voci. Mi assale, mi schiaccia, mi opprime, non riesco a guardare bene.
"Avanti, avanti, intralci la fila! muoviti, perchè ti volti?"
Hanno già guardato! Avanti!
Ma quanti cadaveri sono sfuggiti all'occhio indagatore del vincitore? Quante verità sono state nascoste? o meglio, dimenticate?
Perchè chi cerca trova, oh se trova.
Avanti!
NO. Io mi fermo, mi volgio voltare. Urlatemi addosso, insultatemi, vi starò forse facendo perdere tempo. Ma la mia certezza vale sicuramente il mio tempo.
Voglio sapere.
giovedì 23 aprile 2009
Un sabato ordinario..
Sdraiato. L'erba mi circonda. E' alta, impedisce di vedere. E di essere visto.
Romori. Passi. Chi potrebbe essere? Vengono dal retro. No, sul retro siamo coperti, quel tipo con l'M16 ci sta coprendo. Sicuro?
...
Mi sollevo, poco, piano. guardo dietro. No, è uno dei nostri. bene.
Mi riconcentro sulla situazione. Bertola a destra, copre sul fronte. Devo strisciare fino alla casa. Se riesco ad arrivare a quel muro li abbiamo accerchiati.
-Psst, psst! copri sul fronte!
Avanzo.
Piccolo dislivello, devo abbandonare la mia fortezza d'erba. Prudente, non stacco gli occhi dal mirino del mio MP5.
Sparerà bene? Si è gia inceppato prima... il caricatore è carico? si, si...
Avanzo.
Scivolo. Cazzo.
Ascolto. Mi hanno sentito?
...
...
..no.
Arrivo al muretto. Mi sporgo lievemente. Dietro la maschera, gli occhiali sono appannati.
Vedo qualcuno, nell'erba. sparo. -Colpito, colpito!-
Bene. Posizione bruciata però.
Risalgo dalla cunetta. Bertola è avanzato, sempre sulla destra.
Avanziamo sul retro della casa.
Un avversario sporge dalla porta.
Poco.
Abbastanza.
-Colpito, colpito!- Bene. Cavoli l'ho preso sul collo.
Deve fare male.
Scendo dal muretto, corro verso una macchia d'alberi...
Un rumore secco, poi una serie di pizzicotti alla schiena.
Ahia.
-Colpito, colpito!- stavolta è toccato a me.
Mi avvio verso la macchina. Rifornimento di pallini e poi si ricomincia. Da lontano la partita è molto più chiara. Comprendi tattiche, manovre, avvenimenti...
Nell'erba non sai nulla.
Supponi.
Presumi.
Pensi.
Bene, anche l'ultimo è eliminato. Si ricomincia.
Con chi sono stavolta?
Romori. Passi. Chi potrebbe essere? Vengono dal retro. No, sul retro siamo coperti, quel tipo con l'M16 ci sta coprendo. Sicuro?
...
Mi sollevo, poco, piano. guardo dietro. No, è uno dei nostri. bene.
Mi riconcentro sulla situazione. Bertola a destra, copre sul fronte. Devo strisciare fino alla casa. Se riesco ad arrivare a quel muro li abbiamo accerchiati.
-Psst, psst! copri sul fronte!
Avanzo.
Piccolo dislivello, devo abbandonare la mia fortezza d'erba. Prudente, non stacco gli occhi dal mirino del mio MP5.
Sparerà bene? Si è gia inceppato prima... il caricatore è carico? si, si...
Avanzo.
Scivolo. Cazzo.
Ascolto. Mi hanno sentito?
...
...
..no.
Arrivo al muretto. Mi sporgo lievemente. Dietro la maschera, gli occhiali sono appannati.
Vedo qualcuno, nell'erba. sparo. -Colpito, colpito!-
Bene. Posizione bruciata però.
Risalgo dalla cunetta. Bertola è avanzato, sempre sulla destra.
Avanziamo sul retro della casa.
Un avversario sporge dalla porta.
Poco.
Abbastanza.
-Colpito, colpito!- Bene. Cavoli l'ho preso sul collo.
Deve fare male.
Scendo dal muretto, corro verso una macchia d'alberi...
Un rumore secco, poi una serie di pizzicotti alla schiena.
Ahia.
-Colpito, colpito!- stavolta è toccato a me.
Mi avvio verso la macchina. Rifornimento di pallini e poi si ricomincia. Da lontano la partita è molto più chiara. Comprendi tattiche, manovre, avvenimenti...
Nell'erba non sai nulla.
Supponi.
Presumi.
Pensi.
Bene, anche l'ultimo è eliminato. Si ricomincia.
Con chi sono stavolta?
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