"Una mosca. Che stupida. Continua a volare contro un vetro. Non capisce che non può oltrepassarlo...
E noi? E io? Se pure noi sbattessimo sullo stesso vetro? Se ci fosse qualcosa che non ci è data di capire... Noi così piccoli, nella nostra stanza dell'universo... dove saranno questi vetri? Dove finiranno le regole che governano la nostra percezione e ne inizieranno altre? Dove non ci sarà più permesso capire? Dove Dio? Dove il casuale smetterà di distinguersi dall'esatto?"
Questa l'ho pubblicata come preludio alla prossima, ben più lunga e intricata..
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