domenica 18 ottobre 2009

Generation Y


Yoani Sánchez, è lei la protagonista di questa storia, è nata nel 1975. A vent’anni fa un figlio, proprio mentre si laurea in letteratura spagnola, filologia ispanica e letteratura latinoamericana contemporanea. Tesi: Parole sotto pressione. Uno studio sulla letteratura della dittatura in Latinoamerica. Un tema che magari come contenuto può essere svolto in modo perfettamente ortodosso, ma già il cui titolo può suonare una fiammeggiante dichiarazione d’intenti, in un contesto come quello del regime castrista. Terminata l’Università decide infatti che la torre d’avorio della filologia non è la sua vocazione, e nel 2000 si impiega presso la Editorial Gente Nueva. Ma con il salario di Stato a Cuba non si mantiene una famiglia, e lei comincia a dare lezioni illegali di spagnolo ai turisti tedeschi in visita all’Avana. Una scelta già di dissenso implicito, quella di entrare nell’economia parallela, ma comunque ampiamente diffusa a Cuba, se non altro per mere esigenze di sopravvivenza. E comunque Yoani riesce a mantenersi a un livello un più alto: non solo rispetto alle studentesse o laureate che si prostituiscono, ma anche agli ingegneri che si mettono a guidare un taxi, alle maestre che si impiegano negli alberghi o a neurochirurghi e fisici nucleari che fanno i commessi nei negozi per turisti.

Il blog "generation Y", tradotto in italiano da Giordano Lupi, è la voce di Cuba: una finestra su un mondo illusorio e spesso frainteso

http://desdecuba.com/generaciony_it/

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